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Banco Farmaceutico invita a donare farmaci dal 10 al 16 febbraio per aiutare chi, in povertà, deve scegliere tra curarsi e mangiare. Il servizio raccoglie medicinali nelle farmacie e li distribuisce a enti che supportano chi non può permetterseli.
Fonte: Questo spot è stato rilevato per la prima volta su La7, (c) Banco Farmaceutico
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Devo dire che questo spot di Banco Farmaceutico, così come è costruito, punta dritto a un’emozione primaria: il timore silenzioso che un bambino prova quando non può essere curato. Io trovo che l’apertura con il ragazzino davanti alla finestra, immerso in quella luce azzurrata e quasi sospesa, abbia un’eleganza narrativa che supera la semplice ricerca della commozione.
Quando poi la narrazione si sposta sulle figure dei volontari e dei farmacisti, io percepisco un cambio di ritmo che rafforza la credibilità complessiva. Secondo me, la decisione di mostrare queste persone in azione, senza teatralità, introduce una concretezza che bilancia il pathos iniziale. La campagna vuole parlare a chi può donare, e credo che l’abbia fatto con un linguaggio visivo accessibile, senza banalizzare il tema. Dal mio punto di vista, questa è una scelta strategica intelligente: accompagnare l’emozione con la funzionalità dell’invito.
La sequenza dello scambio delle scatole di medicinali mi sembra uno dei momenti più efficaci. Io la interpreto come una sorta di gesto simbolico, semplice ma diretto, che traduce l’idea della solidarietà in una microazione quotidiana. Personalmente apprezzo quando una campagna sociale riesce a far sentire lo spettatore parte attiva in maniera immediata, senza spiegoni né complicazioni. In questo caso, la linearità funziona.
La chiusura con il bambino che finalmente sorride, secondo me, aggiunge un tocco quasi cinematografico. E confesso che la trovo un po’ furba, ma in senso positivo: è una chiusura che vuole rassicurare, senza perdere la consapevolezza del problema. Nella mia visione, quel sorriso è studiato, ma non artificiale, e incornicia bene l’intero discorso. Forse l’unico elemento che considero leggermente prevedibile è la grafica finale con il richiamo alle date e alla donazione, ma capisco perfettamente la necessità operativa di un messaggio così diretto.
In termini di creatività e originalità, direi che lo spot non tenta rivoluzioni stilistiche, ma lavora in modo pulito e rigoroso, e questo lo rende credibile. Io penso che la vera forza sia nella coerenza complessiva: un problema chiaro, una soluzione tangibile, un’estetica che non ostacola la comprensione. Per me è un perfetto esempio di come comunicare una causa sociale senza cadere nel melodramma o nel paternalismo.
Se ti va, sarei curioso di sapere cosa ne pensi tu di questo tipo di approccio narrativo e se secondo te funziona davvero per coinvolgere il pubblico in una campagna di donazione come questa.
Sequenze/scene rilevanti di questo spot TV per spiegare e integrare:
Descrizioni delle sequenze della pubblicità televisiva trasmessa / dello spot TV trasmesso, basate sugli screenshot utilizzati a titolo esemplificativo:
Un ragazzino guarda fuori dalla finestra con la mano appoggiata sulla propria spalla. La luce azzurra illumina il suo profilo e il vetro riflette leggermente il suo volto.
Un bambino guarda attraverso un vetro appannato, con il viso molto vicino alla superficie. La luce è soffusa e il suo sguardo è fisso e serio. Il primo piano mette in risalto occhi e lineamenti.
Una persona con un gilet del Banco Farmaceutico tiene dei fogli in mano. Indossa un maglione a righe rosa e bianche e jeans. Accanto c’è un’altra persona, visibile solo dal braccio. Sembrano fermi all’aperto vicino a un edificio.
Due farmacisti stanno al bancone circondati da scatole di medicinali. Indossano camici bianchi e guardano verso la telecamera. Davanti a loro ci sono prodotti per la gola, antidolorifici e integratori. Sugli scaffali dietro è pieno di confezioni colorate.
Due persone si passano delle confezioni di medicinali dentro una farmacia. Una mano prende le scatole, l’altra le porge. Sul bancone ci sono volantini e una busta della farmacia.
Una persona con giacca imbottita afferra una confezione da uno scaffale pieno di integratori e prodotti vari. Sul bancone ci sono scatole aperte e fogli sparsi. L’ambiente sembra una farmacia o un negozio simile.
Schermata con un annuncio delle Giornate di Raccolta del Farmaco: date dal 10 al 16 febbraio e invito ad andare in farmacia per donare un medicinale a chi ne ha bisogno. In basso compaiono logo Banco Farmaceutico, sito web e icone social.
Una scatola di medicinali con il nome Banco Farmaceutico sta sul tavolo accanto a un bicchiere d’acqua. La confezione è bianca con grafiche blu e verdi e mostra due compresse sulla parte frontale. L’inquadratura è pulita e illuminata in modo uniforme.
Un bambino guarda dritto in camera con un mezzo sorriso. Ha i capelli corti castani e indossa una maglietta verde. Lo sfondo è sfocato e scuro, mettendo in risalto il suo viso illuminato.
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Pubblicità dell'anno 2026 di Banco Farmaceutico, con il titolo da noi scelto: "Banco Farmaceutico: dona farmaci dal 10 al 16 febbraio per aiutare chi non può curarsi" con la breve descrizione: "Aiuta chi deve scegliere tra mangiare e curarsi. Dona un farmaco per Banco Farmaceutico dal 10 al 16 febbraio.". Questo annuncio riguarda o include la categoria Medicinali.
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